Villamaina

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È ubicato su una collina a circa 500/550 m s.l.m.. Molte case sono state ricostruite dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980 in conseguenza del quale sono crollate anche due chiese ed una è rimasta gravemente lesionata.

Villamaina è anche una località “termale” grazie alla presenza, nelle immediate vicinanze, delle Terme di San Teodoro.

Nei pressi di Villamaina è visitabile un luogo mitologico, la Valle d’Ansanto, cantata da Virgilio nell’Eneide

Storia

È un paese piccolo ma molto ricco di storia che va dall’epoca romana, anche grazie alla sua vicinanza alla via Appia Antica, al medioevo (es. dominazione normanna e longobarda di paesi limitrofi come Gesualdo e Frigento), fino all’epoca moderna.

Nel ‘400 i territori di Villamaina erano governati dalla famiglia Caracciolo. Nel ‘500 il Conte di Conza, Luigi Gesualdo, nominava Annibale Caracciolo quale padrone di Villamaina. Quest’ultimo rese Villamaina una sorta di cittadella fortificata. I Caracciolo erano prima “baroni”, poi divennero “duchi di San Teodoro”, fino all’800.
L’ultima famiglia importante è stata quella dei Sanfelice che possedeva il titolo di “conti”.

Villamaina ha affrontato nella storia numerose emergenze che l’hanno segnata profondamente, come l’epidemia di peste del 1656 che, pare, sterminò gran parte della popolazione.

Oppure come i numerosi terremoti nei vari secoli che hanno danneggiato ripetutamente gli edifici. L’ultimo risale al 1980 e colpì tutta l’Irpinia, in particolare paesi limitrofi alla stessa Villamaina come ad esempio Sant’Angelo dei Lombardi e Torella dei Lombardi; in conseguenza dell’elevata magnitudo e della lunga durata della scossa, chiaramente percepita in buona parte dell’Italia centro-meridionale, vi furono diverse vittime e molte case furono seriamente lesionate oppure crollarono del tutto e la chiesa di S. Rocco andò completamente distrutta. Parte della popolazione rimase senza dimora e fu costretta a trasferirsi in case prefabbricate in legno. Inizialmente queste piccole dimore, appellate “prefabbricati”, dovevano costituire una sistemazione temporanea ma molti nuclei familiari vi abitarono per una decade abbondante ed in alcuni casi anche di più.

L’economia si è sempre basata su un’agricoltura condotta a livello familiare, anche in conseguenza del terreno collinare scosceso e spesso roccioso che non si presta bene ad uno sfruttamento meccanizzato.

Forte l’emigrazione, soprattutto negli anni ’50 e ’60 (prevalentemente verso Argentina, Venezuela, Stati Uniti, Canada, Germania e Svizzera). La popolazione residente è andata diminuendo anche a causa dell’emigrazione verso il centro e nord Italia.

Nel centro urbano, ovvero all’apice della collina su cui sorge, non esistono sorgenti e pertanto l’acqua, in passato, veniva trasportata dalle sorgenti ubicate a valle (ad esempio, dalle frazioni di Formulano e Vallipara) con animali da soma oppure trasportata dalle stesse persone (tramite grosse giare poggiate sulla testa).

Dopo l’arrivo dell’energia elettrica (anni ’20) fu installata una pompa elettrica presso la sorgente di Formulano, grazie ad alcune donazioni da parte di cittadini villamainesi residenti in America; pertanto nel paese furono costruite tre fontane pubbliche.

Monumenti e luoghi d’interesse

La fonte di Formulano
Alle pendici della collina di Villamaina (dir. Sud) è sita la cosiddetta località Formulano in cui v’è un’antica fonte; elevato il suo valore storico, risalente addirittura ad epoca romana.

Nell’ ‘800 furono ritrovati resti di antichissimi edifici romani con pavimenti di mosaico.

La fontana è stata adoperata per secoli dagli abitanti di Villamaina e dai contadini quale luogo di approvvigionamento idrico, irrigazione per i campi ed abbeveramento del bestiame. Sul posto è presente il cartello “Antica sorgente di Formulano” – “Alta Irpinia”.

Le terme
Poco lontano vi sono le “Terme di S. Teodoro”, note fin dall’antichità per le proprietà terapeutiche dell’acqua. Le Terme sono state restaurate e riaperte dopo un lungo lasso di tempo in cui versavano in totale abbandono.

Sul lato destro del complesso termale è presente una piccolissima ed antica chiesetta che è stata consacrata di recente.

Pertanto Villamaina viene considerata una vera e propria località termale e tale appellativo è riportato anche su alcuni cartelli stradali.

Il parco comunale “Giovanni Gussone”
Nel luogo dove erano ubicati i “prefabbricati” per gli sfollati del terremoto del 1980 (a tutt’oggi completamente smantellati), sorge un parco comunale di recente realizzazione e dedicato al botanico villamainese Giovanni Gussone (1787 – 1866), che comprende campo da calcetto o basket, campo da bocce, viali alberati (per lo più con ulivi di medio e grosso fusto) nonché un piccolo anfiteatro all’aperto. Il grande botanico di Villamaina, amico e discepolo di Michele Tenore, oltre al pregevole lavoro scientifico svolto per l’allora Real Casa Borbonica, individuò nell’area della Mefite una pianta legnosa appartenente alla famiglia delle Fabaceae, era una ginestra il cui campione legnoso fu consegnato al Tenore e conservato nell’Orto Botanico di Napoli. Il Tenore identificò questa ginestra come Genista Anxantica Ten, con riferimento alla Valle dell’Ansanto. Oggi questa ginestra giace in sinonimia con Genista tinctoria L., rischiando l’estinzione con grave danno della flora nazionale. Un gruppo di associazioni attente al problema stanno sollecitando la rielezione a specie dell’antica entità gussoniana.

Bosco della “Rocca
Si tratta di un bosco di piccole dimensioni ubicato nei pressi della località Mefite, a metà strada fra i comuni di Villamaina e di Rocca San Felice, sul fianco di una collina, per lo più in forte pendenza; la vegetazione è composta da rovi, pungitopo, ginestre e da alberi ad alto fusto, in prevalenza querce, olmi e pioppi.

In alcuni punti è praticabile con estrema difficoltà a causa dell’elevata pendenza e della vegetazione che in alcuni punti è estremamente fitta.

https://it.wikipedia.org/wiki/Villamaina


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